Ogni anno, alla fine degli esami di Stato, circola tra le commissioni un florilegio informale di errori, sviste e invenzioni creative che gli studenti hanno prodotto sotto pressione. Il "bestiario" della maturità è una tradizione italiana: parte del racconto collettivo dell'estate, sospesa tra il comico e il malinconico. Malinconico, perché molti di questi errori non sono solo scivoloni lessicali: sono segnali di lacune concrete nella preparazione.
La maturità 2026 ha visto 527.747 candidati ammessi all'esame, con un tasso di ammissione del 96,8% (il rimanente 3,2%, circa 17.000 studenti, non ha superato lo scrutinio di ammissione). Di questi, il 99,9% ha poi superato l'esame: solo pochissimi non hanno raggiunto il voto minimo di 60/100.
Tra le centinaia di migliaia di colloqui e temi, ogni anno emergono perle che i commissari si passano di bocca in bocca, le scrivono nelle chat di gruppo, le raccontano ai colleghi. Ecco il bestiario 2026, con qualche riflessione seria sulle lacune che rivelano.
Gli errori storici: quando la storia diventa fantascienza
Hitler e il Nobel per la Pace
Un candidato, nel colloquio orale sulla Seconda Guerra Mondiale, ha descritto Hitler come un personaggio "che si era distinto in campo diplomatico, tanto che era stato candidato al Premio Nobel per la Pace."
La notizia è vera a metà, il che rende tutto più imbarazzante: Hitler fu effettivamente candidato al Nobel per la Pace nel 1939, ma la candidatura fu ritirata in fretta e furia dal parlamentare svedese che l'aveva proposta (si trattava di una proposta ironica, non seriosa). Il Nobel per la Pace del 1939 non venne assegnato a nessuno a causa della guerra.
Il candidato probabilmente aveva letto o sentito qualcosa di questa vicenda senza comprenderla, e l'aveva trasformata in un dato che suonasse positivo per Hitler. Il commissario ha risposto con calma storica. Il voto non è stato ottimo.
La Guerra Fredda in Siberia
"La Guerra Fredda si chiamava così perché si combatteva principalmente in Siberia, che è la parte più fredda dell'URSS."
Questa spiegazione etymology-based della Guerra Fredda ha lasciato di stucco più di una commissione. Il termine, coniato da Walter Lippmann nel 1947, indica la tensione "fredda" (senza scontri armati diretti tra le superpotenze) tra USA e URSS. La Siberia non c'entrava nulla, anche se geograficamente non è sbagliata come definizione di "posto freddo."
Mussolini al PCI
Un elaborato sul Novecento italiano ha descritto Mussolini come "esponente del Partito Comunista Italiano prima di fondare i Fasci di Combattimento." Il confuso percorso politico di Mussolini (che fu effettivamente socialista prima di diventare fascista, ma mai comunista) è stato ulteriormente semplificato in una traiettoria che non esiste.
La confusione tra socialismo e comunismo, e tra entrambi e il fascismo, è una delle lacune storiche più comuni negli studenti italiani, come confermano i dati INVALSI sulla comprensione dei concetti politici di base.
I Savoia "inventori dell'Unità d'Italia dal 1960"
In un tema sulla storia d'Italia, il Risorgimento è stato collocato "negli anni Sessanta del Novecento", con un riferimento alla "famiglia Savoia che aveva unificato l'Italia nel 1960 circa." Nel 1960 l'Italia esisteva da quasi un secolo, e i Savoia erano stati deposti nel 1946 con il referendum istituzionale.
Un errore probabilmente nato dalla confusione tra le date: 1860 (anno delle spedizioni dei Mille e dell'annessione di molti stati italiani) e 1960, facilmente intercambiabili per chi li ha imparati senza radicarli in un contesto narrativo.
Gli errori letterari: la creatività al servizio della cultura
D'Annunzio "estetista"
Un tema sul Decadentismo ha descritto Gabriele D'Annunzio come "poeta esteta, noto anche per aver lavorato come estetista per le donne dell'alta società romana." L'aggettivo "esteta" (chi fa dell'estetica un principio di vita e di arte) è diventato "estetista" (chi lavora nella cura della pelle e dell'immagine).
Il commissario che ha riferito l'aneddoto ha precisato che lo studente aveva una certa logica: D'Annunzio era famoso per il suo rapporto con le donne e per il suo culto dell'immagine. Ma il passo dall'esteta all'estetista è comunque un salto inatteso.
Dante che scriveva su commissione
Uno studente, nel tentativo di contestualizzare la Commedia, ha spiegato che Dante "scriveva su commissione dei ricchi mercanti fiorentini, che gli chiedevano di mettere in bella vista i loro nemici nell'Inferno." C'è una verità distorta in questa visione: Dante usa effettivamente la Commedia per fare i conti con i suoi nemici politici. Ma "su commissione dei mercanti" è un'invenzione senza basi storiche.
Leopardi "YouTuber ante litteram"
Un'analisi de "L'infinito" ha concluso che Leopardi "era un tipo che avrebbe fatto molta fortuna sui social, perché sapeva esprimere esattamente quello che i giovani di oggi sentono. Sarebbe stato un grande creator di contenuti sull'angoscia esistenziale." La commissione ha apprezzato la creatività, ma non abbastanza da far alzare il voto.
Ungaretti "paroliere di Sanremo"
Nella sezione dedicata alla letteratura della Prima Guerra Mondiale, un candidato ha definito Ungaretti "uno dei precursori della musica leggera italiana, dato che il suo stile sintetico e frammentato anticipa quello delle canzoni di Sanremo." L'essenzialità delle liriche di Ungaretti come proto-canzonette: un'interpretazione originale.
Gli errori scientifici: la fisica alternativa
La gravità "inventata da Newton per spiegare le mele"
Una risposta in un colloquio interdisciplinare: "Newton ha inventato la gravità nel Seicento, prima di lui le mele non cadevano nello stesso modo." La distinzione tra "scoprire una legge" e "inventarla" è filosoficamente ricca, ma in questo contesto non sembrava intenzionale.
Il DNA come "sostanza che rende ogni persona unica come le impronte digitali"
Tecnicamente corretto, ma la spiegazione proseguiva: "Per questo i criminali cercano di non lasciare impronte digitali: così non si trova il loro DNA." La confusione tra impronte digitali (cutanee) e DNA (genetico) ha prodotto una teoria investigativa originale.
Gli errori geografici: il mondo secondo i maturandi
"L'Africa è un paese"
Il continente africano trasformato in nazione unificata è un classico che non tramonta. Nel 2026, un candidato ha spiegato che "l'Africa, come paese, ha molti problemi di disomogeneità interna tra le sue varie regioni."
La Russia che "confina con la Spagna a ovest"
In un'analisi geopolitica sulla guerra in Ucraina, la Russia è stata descritta come un paese che "a ovest confina con la Spagna, la Francia e il Portogallo attraverso il Mar Baltico." La geografia dell'Europa orientale rimane ostica.
Perché succede: le lacune strutturali dietro i bloopers
I commissari che raccolgono questi aneddoti raramente li trovano solo divertenti. Dietro ogni strafalcione c'è spesso una lacuna strutturale che merita riflessione.
La memorizzazione senza comprensione. Molti errori nascono dall'aver memorizzato parole o date senza capirle. "Esteta" diventa "estetista" perché la parola non è stata metabolizzata semanticamente. "1860" diventa "1960" perché la data è stata memorizzata senza un contesto narrativo che la ancori.
La confusione tra fonti di diversa qualità. Gli studenti si preparano con manuali, riassunti, video YouTube, appunti di compagni, schemi preparati da AI. Questa molteplicità di fonti produce a volte mescolanze imprevedibili, dove un'informazione sbagliata letta su Wikipedia si innesta su una corretta letta sul manuale.
L'ansia da performance. Molti errori avvengono in sede d'esame su argomenti che lo studente sa. Il blocco da ansia produce interferenze cognitive che portano a produrre risposte parzialmente inventate. La matofobia che blocca il calcolo in matematica ha un analogo letterario-storico che blocca la recupero della memoria.
La carenza di lettura. Come i dati PIAAC dimostrano, molti giovani italiani leggono pochissimo al di fuori dei testi scolastici. La lettura intensiva è il miglior strumento per costruire una rete di conoscenze contestualizzate, in cui le informazioni si ancorano le une alle altre e diventano difficili da confondere.
Il lato umano del bestiario
C'è un aspetto del "bestiario" che spesso va perso nella risata: la maggior parte di questi studenti ha sudato, studiato (anche se non abbastanza o non nel modo giusto), è andata all'esame con ansia e speranza. Molti di loro hanno anche risposto correttamente a decine di domande prima di inciampare nell'unica che finirà nei racconti dei commissari.
I commissari che raccolgono questi aneddoti raramente li usano per umiliare chi li ha prodotti: li raccontano tra colleghi, con un misto di stupore e affetto. Sono la parte imprevista e umana di un esame che altrimenti sarebbe solo burocrazia.
Il bestiario della maturità, ogni anno, ci ricorda che l'apprendimento è un processo imperfetto, che la conoscenza è sempre parziale, e che il confine tra l'errore e l'intuizione creativa è a volte sottilissimo.
Il D'Annunzio "estetista" è sbagliato. Ma in qualche modo strampalato fotografa anche l'ossessione del poeta per l'immagine e il corpo. Non è un'analisi letteraria. Ma neanche è stupido come sembra.
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