Le Linee Guida MIM sull'intelligenza artificiale nella scuola (9 agosto 2025) hanno introdotto un obbligo formale: ogni istituto deve approvare in Consiglio di Istituto, entro l'anno scolastico 2025/2026, una policy di uso accettabile dell'IA (in inglese spesso chiamata "AI Acceptable Use Policy", AUP).
La policy non è un esercizio burocratico: è il documento che traduce in regole operative quotidiane le indicazioni MIM, il GDPR e l'AI Act europeo. Tutte e tre le fonti normative impongono che la scuola dica esplicitamente cosa è permesso, cosa è vietato e come si gestisce un eventuale uso non conforme.
Ecco la struttura minima del documento e cosa includere in ogni sezione.
Le 8 sezioni della AI Policy
Una policy ben fatta si articola in 8 sezioni essenziali, di lunghezza variabile da poche righe a 1-2 pagine ciascuna.
1. Scopo e ambito di applicazione
Apri la policy con una dichiarazione chiara di scopo: regolamentare l'uso dell'IA all'interno dell'istituto coerentemente con le linee guida MIM, GDPR e AI Act.
L'ambito di applicazione copre:
- Tutto il personale (docenti, ATA, dirigente).
- Tutti gli studenti, con regole differenziate per ordine di scuola.
- Tutti gli strumenti IA usati nell'istituto, sia istituzionali (acquistati dalla scuola) sia personali (account individuali dei docenti).
2. Ruoli e responsabilità
Esplicita chi fa cosa:
- Dirigente Scolastico: responsabile dell'applicazione della policy.
- Referente AI: monitora gli strumenti, supporta i colleghi, tiene il registro degli strumenti in uso.
- DPO (Data Protection Officer): valuta gli impatti sui dati personali, autorizza nuovi strumenti.
- Docenti: rispettano la policy nell'uso didattico, formano gli studenti.
- Studenti: usano l'IA secondo le regole del loro ordine scolastico.
- Famiglie: informate sull'uso dell'IA e firmano consenso quando richiesto.
3. Strumenti autorizzati
Questa è la sezione più operativa. La policy deve dichiarare quali strumenti sono autorizzati per quale uso:
- Microsoft Copilot per Education / Google for Education AI: di solito autorizzati per uso didattico e amministrativo perché contrattualizzati come Responsabili del Trattamento.
- ChatGPT, Claude, Gemini in versione gratuita: di solito autorizzati per uso personale del docente in fase di preparazione, con dati anonimizzati. Vietati per inserire dati di studenti identificabili.
- Plugin / strumenti IA verticali per la didattica (es. assistenti per matematica, per disegno, traduttori): elenco esplicito caso per caso, con valutazione del DPO.
- Strumenti vietati esplicitamente: tipicamente quelli con privacy policy non chiara, server in giurisdizioni problematiche, mancanza di trasparenza sui dati.
Aggiorna l'elenco almeno annualmente.
4. Trattamento dei dati personali (GDPR)
Sezione cruciale per evitare violazioni. Indica:
- Dati che possono essere caricati negli strumenti IA pubblici: contenuti testuali anonimizzati (no nomi, classi, codici identificativi), materiali didattici di pubblico dominio, esempi generici.
- Dati assolutamente vietati: nomi e cognomi degli studenti, foto, voti, valutazioni nominative, dati sensibili (salute, religione, orientamento sessuale), informazioni famigliari.
- Procedura di anonimizzazione: come e quando rimuovere dati identificativi prima di caricarli su un chatbot pubblico.
- Consenso famiglie: per quali usi serve consenso esplicito (in genere: ogni uso che tratti dati personali di minori, anche solo voti o valutazioni).
5. Uso nella didattica
Differenzia per ordine scolastico:
- Scuola dell'infanzia e primaria: l'IA è strumento del docente, mai delle bambine e dei bambini. Niente account personali studenti, niente uso autonomo. Il docente può mostrare un'IA generativa in classe come "amplificatore didattico" sotto la sua guida.
- Scuola secondaria di I grado: uso guidato dagli studenti, con account scolastici e mai personali. Sempre dietro istruzione del docente.
- Scuola secondaria di II grado: uso autonomo ma con responsabilità. Lo studente deve essere formato sui limiti dell'IA (allucinazioni, bias) e tenuto a citare l'uso nei lavori scolastici (tesina, ricerca, presentazione).
6. Uso nella valutazione
L'IA può essere usata come strumento di supporto alla valutazione formativa (correzione di esercizi, feedback automatico, suggerimenti), ma non sostituisce mai il giudizio del docente sui voti.
La policy deve esplicitare che:
- Il voto è sempre attribuito dal docente.
- L'IA può suggerire, aiutare a correggere, proporre rubriche di valutazione, ma non decide.
- I lavori degli studenti possono essere analizzati con strumenti IA solo se i dati identificativi sono stati rimossi (es. nome dello studente sostituito con "Studente A").
7. Formazione obbligatoria
Le linee guida MIM impongono moduli di formazione IA per tutto il personale all'interno delle 25 ore annuali obbligatorie. La policy specifica:
- Chi: tutti i docenti, gli ATA, il dirigente.
- Cosa: corsi accreditati (SOFIA, Indire, eventi locali con enti accreditati).
- Quante ore: minimo 6-8 ore annuali nel primo anno (2025/26), poi 4-6 ore a regime.
- Documentazione: ogni docente conserva attestati di partecipazione.
8. Sanzioni e controlli
Cosa succede se la policy non viene rispettata:
- Violazione lieve (es. uso di strumento non autorizzato senza dati personali coinvolti): richiamo verbale + obbligo di formazione aggiuntiva.
- Violazione grave (es. caricamento di dati personali in chatbot pubblico): contestazione formale, possibile sanzione disciplinare ai sensi del CCNL, segnalazione al Garante Privacy nei casi più gravi.
- Controlli periodici: il Referente AI segnala anomalie al Dirigente; il DPO conduce audit periodici sull'uso degli strumenti.
La procedura di approvazione
Il documento non basta scriverlo: va approvato formalmente. La procedura:
- Bozza preparata dal Referente AI in collaborazione con il DPO.
- Discussione in Collegio Docenti per il punto didattico-pedagogico.
- Approvazione in Consiglio di Istituto (organo competente per la deliberazione degli aspetti generali di gestione).
- Pubblicazione sul sito istituzionale della scuola nella sezione Amministrazione Trasparente o Documenti.
- Comunicazione a tutto il personale via circolare interna.
- Comunicazione alle famiglie via diario / registro elettronico.
L'approvazione formale è il punto che rende la policy giuridicamente operativa: senza delibera del Consiglio di Istituto, la policy è solo una bozza informale.
Quando aggiornarla
L'ambito IA evolve rapidamente. Aggiornamento consigliato:
- Annuale obbligatorio: revisione del documento all'inizio di ogni anno scolastico.
- Straordinario: ogni volta che escono novità normative significative (es. nuove linee guida MIM, decreti attuativi AI Act).
Template e risorse
Diverse reti USR e istituti pilota hanno pubblicato template gratuiti adottabili e modificabili:
- Indire: linee guida operative + template scaricabili in formato Word/PDF.
- Reti di scuole regionali: USR Lombardia, Veneto, Toscana hanno produzioni proprie.
- Garante Privacy: documenti tecnici sul trattamento dati nei chatbot.
Verificato al 24 maggio 2026. Le scuole che non hanno ancora approvato la policy entro fine 2025/26 sono in difetto rispetto alle linee guida MIM. Aggiorneremo questa pagina con riferimenti aggiornati alle versioni dei template post-applicazione completa AI Act (agosto 2026).
Fonti
- Linee Guida MIM per l'introduzione dell'IA nella scuola, 9 agosto 2025.
- Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).
- GDPR: Regolamento UE 2016/679.
- Provvedimenti Garante Privacy sull'IA generativa (es. provvedimento ChatGPT del 30 marzo 2023).
Per il quadro complessivo sull'IA a scuola, vedi la guida cornerstone: Intelligenza artificiale a scuola 2026: linee guida MIM, ChatGPT e regole.