Il lavoro agile (smart working) è entrato stabilmente nel pubblico impiego italiano dopo l'esperienza pandemica. Il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 ha introdotto regole specifiche per il personale ATA della scuola, in particolare per i profili amministrativi (assistenti amministrativi, DSGA). Per i docenti, invece, lo smart working non è applicabile alla didattica frontale (resta in presenza), ma può estendersi ad attività ausiliarie limitate.
Ecco cosa cambia, chi è coinvolto e come funziona.
Cos'è il lavoro agile
Il lavoro agile è regolato dalla Legge 81/2017 ed è una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro dipendente:
- Non è telelavoro: il telelavoro era una postazione fissa fuori dall'ufficio (es. casa). Lo smart working è flessibile: si lavora "ovunque" (casa, bar, biblioteca) con strumentazione propria o aziendale.
- Non è part-time: l'orario di lavoro resta lo stesso, cambia il "dove".
- Non è autonomo: il lavoratore resta dipendente, con stessi diritti e doveri.
- È un'accordo scritto tra lavoratore e amministrazione che fissa modalità, durata, controllo, sicurezza.
Chi può fare smart working nella scuola
Personale amministrativo (assistenti amministrativi)
I profili amministrativi sono i candidati naturali per lo smart working:
- Gestione documentale e protocollo (compatibile con applicativi remoti).
- Compilazione di pratiche (es. domande mobilità, certificati di servizio).
- Trasmissione di documentazione (mail, PEC).
- Predisposizione di documenti ufficiali.
Limitazioni: alcune attività (es. front-office con utenza, firma fisica di atti) richiedono la presenza in ufficio.
DSGA
Il DSGA può fruire dello smart working per:
- Predisposizione del Programma Annuale e del Conto Consuntivo.
- Predisposizione di contratti e procedure di acquisto.
- Reporting e analisi finanziaria.
- Relazione con la dirigenza (videoconferenza).
Limitazioni: la gestione di emergenze (es. firma di atti urgenti) richiede presenza. Non è raro che il DSGA mantenga 2-3 giorni in presenza e 2-3 in smart.
Personale tecnico
Gli assistenti tecnici possono fare smart working in misura limitata, in genere per la manutenzione dei sistemi informatici o la gestione di software didattico. Le attività di laboratorio richiedono presenza fisica.
Collaboratori scolastici
I collaboratori scolastici (CS) non possono fare smart working: la loro funzione è la pulizia, sorveglianza, supporto in presenza agli studenti e ai docenti.
Docenti
I docenti non possono svolgere la didattica in smart working (la didattica è in presenza). Possono fare smart working per:
- Correzione di compiti e preparazione di materiali.
- Riunioni collegiali (collegio docenti, consigli di classe) in modalità mista o online.
- Compilazione di documenti (PDP, registri, schede di valutazione).
In pratica, le attività di insegnamento restano in classe, ma una parte delle attività ausiliarie può essere svolta in remoto.
Le regole del CCNL 2025-2027
Il nuovo contratto introduce:
Limite di giornate
- Massimo 50% del monte ore mensile in smart working per il personale ATA.
- In pratica: con orario di 36 ore settimanali, si possono fare fino a 18 ore in smart working ogni settimana (es. 2 giornate piene su 5).
Accordo individuale
Per ogni dipendente che vuole fare smart working serve un accordo scritto tra dipendente e amministrazione (firmato dal DS), che fissa:
- Modalità di svolgimento (luogo, orario, strumentazione).
- Obiettivi assegnati al dipendente.
- Modalità di controllo del lavoro.
- Diritto alla disconnessione.
- Durata dell'accordo (in genere annuale rinnovabile).
Strumentazione
L'amministrazione può fornire la strumentazione (PC, smartphone aziendale) oppure il dipendente usa la propria, con copertura dei costi tramite contributi specifici (in genere indennità mensile).
Diritto alla disconnessione
Il lavoratore in smart working ha diritto alla disconnessione: in determinate fasce orarie (in genere fuori dall'orario di servizio), non può essere richiesto di rispondere a mail, telefonate, messaggi.
Modalità operative
Giornate "smart" tipiche
L'organizzazione tipica:
- Lunedì e martedì in presenza: gestione del flusso settimanale.
- Mercoledì smart: lavoro di approfondimento (es. predisposizione contratti).
- Giovedì e venerdì in presenza: gestione esiti settimanali e prossima settimana.
Oppure:
- 3 giorni in presenza, 2 in smart.
- Smart working alternato per settimana.
La scelta dipende dalle esigenze della scuola e dell'individuo.
Comunicazione con i colleghi
In smart working, la comunicazione passa da:
- Email e PEC per comunicazioni formali.
- Chat aziendali (es. Microsoft Teams, Google Chat) per comunicazioni veloci.
- Videoconferenza per riunioni (settimanali tipiche).
- Telefono per urgenze.
Sicurezza informatica
Il dipendente in smart working deve garantire:
- Connessione sicura (no wifi pubblici per dati sensibili).
- Conservazione confidenziale delle informazioni.
- Conformità GDPR sui dati personali trattati.
- Backup dei lavori in corso (cloud o NAS aziendale).
Diritti e doveri specifici
Diritti del lavoratore
- Stessa retribuzione del lavoro in presenza.
- Stessi diritti sindacali, formativi, di carriera.
- Diritto alla disconnessione fuori orario di servizio.
- Diritto a strumenti adeguati (se non forniti, contributo per acquisto/utilizzo).
Doveri del lavoratore
- Rispetto degli obiettivi concordati.
- Disponibilità nelle fasce di reperibilità previste dall'accordo.
- Riservatezza sui dati gestiti.
- Conformità alle politiche di sicurezza informatica della scuola.
Cosa cambia per le segreterie
Le segreterie scolastiche sono il luogo del cambiamento più visibile. Il pre-CCNL 2025-2027 prevedeva:
- Presenza totale del personale amministrativo.
- Apertura al pubblico solo in orari fissi.
- Gestione cartacea predominante.
Il post-CCNL:
- Smart working parziale per gli amministrativi.
- Sportello digitale prevalente (mail, PEC, applicativi web).
- Riduzione dello sportello fisico ad alcuni giorni della settimana.
- Piena dematerializzazione dei flussi documentali.
Per le famiglie e i docenti significa: meno necessità di andare fisicamente in segreteria, più richieste online tramite portale Unica o applicativi specifici.
Limiti e criticità
Lo smart working nella scuola ha anche limiti:
- Sicurezza dei dati: i dati degli studenti sono particolarmente sensibili (minori). Gestione GDPR-compliant richiede attenzione.
- Disuguaglianza tra profili: i collaboratori scolastici non possono fare smart, gli assistenti sì. Crea tensioni.
- Controllo del lavoro: misurare la produttività in smart richiede obiettivi chiari e capacità di monitoraggio dei risultati (cultura organizzativa che la scuola sta ancora imparando).
- Connettività delle famiglie: non tutte le scuole hanno infrastruttura sufficiente per supportare un volume alto di smart working.
Verificato al 24 maggio 2026. Le regole sono fissate dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 e dai protocolli operativi delle singole istituzioni scolastiche.
Sullo stesso tema: Ferie docenti: regole, calcolo, periodi vincolati.
Fonti
- Legge 81/2017: misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e il lavoro agile.
- D.L. 105/2023: aggiornamento normativo dello smart working.
- CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: specifiche per il personale ATA.
- D.M. PA 8 dicembre 2017: direttiva sul lavoro agile nella PA.