Mentre la parte economica del CCNL Scuola 2025-2027 è stata firmata nel luglio 2025 (con aumenti di 165 euro mensili medi), la parte normativa è ancora in negoziazione all'ARAN nella sessione maggio-luglio 2026. È la componente del contratto che stabilisce diritti e doveri: orario di lavoro, mobilità, tutele, nuove figure professionali, regolamentazione del lavoro agile. Ed è quella che cambia concretamente la vita quotidiana del personale scolastico.
Questo articolo raccoglie le principali proposte in discussione, le posizioni dei sindacati e gli aggiornamenti disponibili a giugno 2026.
La struttura del CCNL Scuola: parte economica e parte normativa
Il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca si divide in due grandi sezioni:
Parte economica: aumenti retributivi, indennità specifiche, progressioni economiche. Firmata per il 2025-2027 nel luglio 2025.
Parte normativa: regole sull'organizzazione del lavoro, orari, mobilità, tutele, figure professionali, relazioni sindacali. È quella in discussione ora.
La separazione tra i due momenti contrattuali è una caratteristica del pubblico impiego italiano: spesso la parte economica viene siglata prima (per dare gli aumenti salariali) e la normativa segue in una seconda fase.
Smart working strutturale per il personale ATA
Una delle novità più discusse nella trattativa riguarda il lavoro agile (smart working) per il personale ATA. Nel triennio precedente (CCNL 2019-2021 e successivi integrativi) lo smart working era stato introdotto in forma sperimentale e limitata, principalmente per le figure amministrative.
La proposta in discussione prevede di renderlo strutturale per le categorie ATA compatibili con il lavoro a distanza:
- Assistenti amministrativi: fino al 50% del monte ore settimanale in modalità agile
- Assistenti tecnici (per le funzioni di back-office): estensione del lavoro agile a nuove tipologie di attività
- DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi): lavoro agile strutturale con presidi in presenza per le attività che lo richiedono
Le organizzazioni sindacali hanno posizioni diverse su questo punto: FLC CGIL e CISL Scuola chiedono la massima estensione compatibile con le funzioni; Gilda e SNALS sono più caute, segnalando il rischio che il lavoro agile si traduca in intensificazione del lavoro senza adeguati strumenti e supporto tecnologico.
Nodo tecnico: le scuole italiane hanno livelli di dotazione tecnologica molto variabili. Il lavoro agile strutturale richiede un investimento in infrastrutture digitali che, secondo Gilda, è prerequisito irrinunciabile prima dell'estensione del lavoro a distanza.
Il diritto alla disconnessione
L'articolo 30 del CCNL 2019-2021 aveva introdotto per la prima volta il principio del diritto alla disconnessione per il personale scolastico in smart working. La parte normativa in discussione punta a estendere e rafforzare questo diritto, rendendolo effettivo anche per il personale in presenza.
La proposta sindacale più avanzata (FLC CGIL) chiede di:
- Vietare esplicitamente le comunicazioni di servizio via WhatsApp o altri canali non istituzionali fuori dall'orario di lavoro
- Stabilire che le circolari e comunicazioni del dirigente scolastico abbiano carattere vincolante solo se pervenute attraverso il registro elettronico o la posta elettronica istituzionale
- Fissare una fascia oraria di "disconnessione garantita" (proposta: dalle 20:00 alle 7:00 e nei giorni festivi) durante la quale il personale non è tenuto a rispondere a comunicazioni di servizio
Il riferimento normativo è la Legge 81/2017 (Jobs Act degli autonomi, estesa al pubblico impiego) che prevede il diritto alla disconnessione come elemento del lavoro agile. La novità del CCNL sarebbe rendere questo diritto operativo anche fuori dai contesti di smart working formale.
Perché è importante: attualmente molti dirigenti scolastici trasmettono comunicazioni urgenti via WhatsApp a qualsiasi ora, anche nei weekend. Molti docenti e ATA si sentono implicitamente obbligati a rispondere, pur non essendoci nessun obbligo giuridico. La contrattualizzazione del diritto alla disconnessione creerebbe un quadro giuridico chiaro.
Il Tribunale di Modena (sentenza n. 845/2024) ha già stabilito un principio rilevante: la partecipazione a corsi di formazione organizzati fuori dall'orario di lavoro costituisce lavoro retribuito al tasso minimo di 19,25 euro/ora, indipendentemente dal carattere "volontario" attribuito dall'istituzione scolastica. È un precedente giuridico che supporta la posizione sindacale.
Tutela contro aggressioni e burnout
Uno dei temi più urgenti nella trattativa è la tutela del personale scolastico dalle aggressioni (fisiche e verbali) da parte di studenti e famiglie, e la prevenzione del burnout professionale.
Le aggressioni
I dati raccolti da FLC CGIL e SINALP nel 2025-2026 mostrano un aumento significativo degli episodi di aggressione al personale scolastico:
- Minacce verbali da parte di genitori: +34% rispetto al 2022
- Aggressioni fisiche da parte di studenti: +18% (con un picco negli istituti professionali)
- Atti intimidatori (danneggiamento di auto, messaggi intimidatori sui social) in forte aumento
Le proposte normative in discussione includono:
- Tutela legale a carico dell'amministrazione: estensione automatica del patrocinio legale dello Stato al personale che subisce aggressioni nell'esercizio delle sue funzioni, senza necessità di ricorrere alla propria assicurazione privata o di anticipare spese legali
- Segnalazione obbligatoria: obbligo del dirigente scolastico di segnalare all'UST (Ufficio Scolastico Territoriale) gli episodi di aggressione entro 24 ore
- Sportello psicologico istituzionale: accesso gratuito a consulenza psicologica per il personale vittima di aggressioni, finanziato dall'istituzione scolastica o dall'USR
Il burnout
Diversi studi (tra cui una ricerca dell'Università di Pavia del 2024) stimano che il 35-40% dei docenti italiani presenti sintomi rilevanti di burnout professionale: esaurimento emotivo, depersonalizzazione, riduzione del senso di realizzazione professionale. Il tasso di riconoscimento del burnout come malattia professionale in ambito scolastico è ancora bassissimo.
Le proposte in discussione includono:
- Riconoscimento del burnout come rischio professionale specifico del comparto scuola, con conseguente obbligo di valutazione del rischio ex D.Lgs. 81/2008
- Riduzione del carico burocratico (considerato tra le prime cause di burnout dai docenti): delega a personale amministrativo delle attività documentali non strettamente pedagogiche
- "Sabbatical" sperimentale: possibilità di congedo formativo retribuito (o parzialmente retribuito) dopo 10 anni di servizio continuo
L'intelligenza artificiale nella contrattazione scolastica
La negoziazione del CCNL 2025-2027 è la prima in cui il tema dell'intelligenza artificiale è esplicitamente presente nei tavoli sindacali.
Le questioni aperte:
Uso dell'IA nei processi valutativi: l'adozione di strumenti di AI per la correzione delle prove scritte o per il supporto alla valutazione deve essere regolamentata contrattualmente? I sindacati sono divisi: FLC CGIL chiede che qualsiasi uso di strumenti di AI nella valutazione sia preceduto da informazione e consultazione sindacale; Gilda chiede una moratoria esplicita sull'AI nei processi valutativi fino a quando non esista un quadro regolatorio nazionale chiaro.
Diritto alla formazione sull'IA: il personale scolastico ha il diritto a essere formato sull'uso degli strumenti di intelligenza artificiale che l'amministrazione intende introdurre, con formazione riconducibile all'orario di servizio.
Protezione dei dati: nessuno strumento di AI che elabori dati degli studenti può essere introdotto senza preventiva valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA) e senza informazione ai Consigli di classe.
Mobilità del personale: le proposte di deroga
La mobilità del personale docente e ATA è uno dei nodi più complessi e conflittuali della contrattazione scolastica.
Le proposte in discussione per la parte normativa:
Mobilità interprovinciale: i sindacati chiedono la reintroduzione di maggiore flessibilità nei trasferimenti interprovinciali, con riduzione del "blocco" previsto dal DPCM 2017 (che aveva limitato significativamente la mobilità). La proposta di Gilda prevede che i docenti con più di 5 anni di anzianità nello stesso ruolo territoriale abbiano priorità assoluta nella mobilità verso la provincia di residenza.
Tutela per il personale con familiari disabili: potenziamento delle precedenze per il personale che assiste familiari con disabilità grave (L. 104/1992, art. 33), con riduzione dei requisiti di anzianità attualmente richiesti.
Mobilità professionale: proposta ANIEF di introdurre percorsi di mobilità verticale (da ATA a docente) attraverso riconoscimento di crediti professionali accumulati nel servizio.
Crediti professionali e sviluppo di carriera dei docenti
Uno dei temi più innovativi in discussione riguarda il riconoscimento dei crediti professionali dei docenti: un sistema che consenta di valorizzare economicamente e di carriera la formazione, l'aggiornamento, le competenze sviluppate fuori dal normale orario di lavoro.
La proposta base prevede:
- Un "portfolio professionale" del docente, analogo al Portfolio delle competenze degli studenti, che registri formazione completata, pubblicazioni, partecipazione a progetti di ricerca-azione, esperienze internazionali
- Un sistema di crediti che si traduca in avanzamenti economici non più legati solo all'anzianità di servizio ma anche al merito professionale documentato
- Peer review tra docenti come forma riconosciuta di sviluppo professionale
La proposta è sostenuta da CISL Scuola e ANIEF; è più cauta la posizione di FLC CGIL, che teme che un sistema meritocratico mal progettato possa diventare uno strumento di pressione dei dirigenti sui docenti.
I buoni pasto: una vertenza storica
Un tema apparentemente minore ma con impatto pratico significativo sulla qualità della vita dei lavoratori: i buoni pasto per il personale scolastico.
Il personale ATA che lavora almeno sei ore continuative ha diritto ai buoni pasto, ma nella pratica il diritto è spesso non riconosciuto o riconosciuto in modo ridotto (3-4 euro, lontano dagli standard degli altri comparti del pubblico impiego). I sindacati chiedono:
- Equiparazione del valore dei buoni pasto scolastici a quelli degli altri comparti (circa 7-8 euro)
- Estensione del diritto anche al personale in smart working
- Buoni pasto per il personale docente impegnato in attività fuori dall'orario di cattedra (scrutini, collegi docenti nel pomeriggio)
Le posizioni dei sindacati
FLC CGIL: la posizione più avanzata su smart working, disconnessione, tutele contro aggressioni e coinvolgimento sindacale sull'IA. Critica sulla velocità dei negoziati: "I tempi dell'ARAN sono incompatibili con l'urgenza dei problemi sul campo."
CISL Scuola: posizione costruttiva sulla parte normativa, con attenzione particolare ai crediti professionali e allo sviluppo di carriera. Più cauta sulla disconnessione: "Va regolamentata senza irrigidire le relazioni professionali."
UIL Scuola: focus sui temi economici (buoni pasto, indennità specifiche) e sulla mobilità. Aperta sull'AI: "Non possiamo ignorare il cambiamento tecnologico nel contratto."
Gilda UNAMS: posizione più critica sul lavoro agile (richiede prerequisiti infrastrutturali), molto forte sul diritto alla disconnessione e sulla moratoria sull'AI nei processi valutativi. Ha promosso una campagna di sensibilizzazione sui diritti dei docenti fuori dall'orario.
SNALS: posizione conservativa, con attenzione alla tutela delle prerogative professionali dei docenti e alla semplificazione burocratica.
ANIEF: posizione innovativa sulla mobilità verticale e sui crediti professionali. Critica la gestione dei tempi della trattativa: "Il CCNL 2019-2021 è ancora in larga parte disapplicato."
Lo stato della trattativa: i prossimi passi
A giugno 2026, la trattativa sulla parte normativa è in corso ma non ha ancora prodotto un'ipotesi di accordo. Le fonti sindacali indicano un calendario di sessioni ARAN previsto per giugno-luglio 2026, con l'obiettivo di arrivare a un'ipotesi di accordo entro l'estate.
I nodi più difficili:
1. Smart working ATA: l'amministrazione è cauta su estensioni strutturali senza precedente verifica sperimentale
2. Disconnessione: resistenza dei dirigenti scolastici (tramite le associazioni dei presidi ANP e DIRIGENTISCUOLA) a una regolamentazione che limitino la loro capacità di comunicazione urgente
3. IA: assenza di un quadro regolatorio nazionale che renda difficile la contrattualizzazione di aspetti specifici
La firma della parte normativa è attesa per luglio 2026, ma fonti sindacali segnalano che potrebbe slittare a settembre se i nodi principali non vengono sciolti nelle prossime sessioni.
Cosa fare nel frattempo: i diritti già vigenti
In attesa della parte normativa del nuovo CCNL, il quadro contrattuale vigente garantisce già diritti importanti:
- Orario dei docenti: 18 ore settimanali per la scuola secondaria, 22 per la primaria, 25 per l'infanzia, più 40+40 ore annuali per attività collegiali e attività funzionali
- Nessun obbligo fuori orario: nessuna disposizione contrattuale obbliga i docenti a rispondere a comunicazioni di lavoro fuori dall'orario di servizio
- WhatsApp non è canale istituzionale: le comunicazioni trasmesse via app di messaggistica non hanno valore di atto ufficiale
- Formazione obbligatoria: i corsi di formazione obbligatoria imposti dal dirigente devono svolgersi nell'orario di servizio o con compenso aggiuntivo
- Diritto alla disconnessione in smart working: già garantito dall'art. 30 CCNL 2019-2021
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