La scuola secondaria di primo grado è il luogo in cui i ragazzi e le ragazze attraversano una delle fasi più delicate della loro esistenza: il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza. Tra i 11 e i 14 anni il mondo interiore si trasforma più rapidamente che in qualsiasi altro periodo della vita, e la scuola è chiamata a fare molto più che trasmettere nozioni. Questo vademecum è rivolto ai docenti e al personale di entrambi i cicli della scuola secondaria, con un'attenzione particolare al primo grado, e riprende i principi fondamentali delle Indicazioni Nazionali che hanno definito l'identità pedagogica della scuola media italiana.
La scuola secondaria di primo grado: identità e missione
La scuola secondaria di primo grado si colloca nel cuore di un periodo di transizione. I ragazzi che vi accedono hanno già costruito, nel quinquennio della scuola primaria, un ricco patrimonio di conoscenze, ma lo hanno organizzato prevalentemente secondo schemi logici informali, spesso ancora dominati dalla persuasione che realtà e rappresentazione della realtà coincidano. La sfida del primo ciclo secondario è esattamente quella di rompere questa coincidenza ingenua e introdurre i preadolescenti alla "scoperta del modello": la conoscenza come selezione di qualità, come analogia regolata, come linguaggio che mira all'obiettività e all'intersoggettività.
Le Indicazioni Nazionali definiscono questo passaggio come un "valore simbolico di rottura" sul piano epistemologico. Passare dalla scuola primaria alla secondaria significa iniziare a capire che qualsiasi modello della realtà, dal più iconico al più astratto, non trascrive fedelmente l'oggetto che rappresenta: lo interpreta, lo filtra, ne seleziona alcune qualità. La matematica, in questo senso, non è più solo calcolo ma diventa "interfaccia" tra la realtà e le scienze sperimentali, una rappresentazione rigorosa che si perfeziona continuamente confrontandosi con i dati empirici.
Questa consapevolezza epistemologica non vale solo per le discipline scientifico-matematiche. Le Indicazioni riconoscono pari dignità ai modelli di natura linguistico-letteraria, artistico-estetica, tecnologica, storico-sociale, etica e religiosa: ciascuno illumina una faccia della realtà che gli altri non riescono a cogliere.
Le sei caratteristiche fondamentali
Le Indicazioni Nazionali identificano sei caratteristiche fondamentali che definiscono la mission della scuola secondaria di primo grado. Sono sei funzioni pedagogiche che ogni docente di scuola media dovrebbe tenere presenti nella progettazione didattica quotidiana.
Scuola dell'educazione integrale della persona. La scuola secondaria di primo grado non separa il sapere (conoscenze) dal fare (abilità) perché usa entrambi come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità degli allievi in tutte le direzioni: etiche, religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative. L'obiettivo finale non è un profilo di competenze scolastiche, ma una persona che sa agire in modo maturo e responsabile nel mondo.
Scuola che colloca nel mondo. La scuola aiuta lo studente ad acquisire una visione sempre più chiara della realtà sociale, a riconoscere le attività tecniche con cui l'uomo trasforma le condizioni di vita, a comprendere il rapporto tra vicende storiche, economiche e politiche. Le conoscenze si trasformano in competenze personali per l'integrazione critica nelle nuove generazioni della società contemporanea.
Scuola orientativa. Il carattere orientativo è intrinseco allo studio di tutte le discipline. L'orientamento non è un momento separato ma un processo continuo che attraversa ogni lezione, ogni progetto, ogni valutazione. L'obiettivo è aiutare ciascuno a conquistare la propria identità di fronte agli altri, a sviluppare un progetto di vita personale fondato sulla conoscenza reale di sé.
Scuola dell'identità. La scuola accompagna il preadolescente nella sua maturazione globale fino alle soglie dell'adolescenza. In questi tre anni i ragazzi pongono con crescente intensità la domanda sulla propria identità: chi sono? Chi voglio diventare? La scuola ha il compito di offrire adulti coerenti e significativi che sappiano ascoltare, aiutare, consigliare, fornire strumenti di comprensione.
Scuola della motivazione e del significato. I ragazzi sono disponibili ad apprendere, ma resistono agli apprendimenti di cui non comprendono il senso. La scuola secondaria di primo grado deve radicare conoscenze e abilità sulle effettive capacità di ciascuno, utilizzando modalità motivanti e ricche di significato.
Scuola della relazione educativa. Nell'educazione è difficile impadronirsi di conoscenze e abilità per puri rapporti di scambio. La relazione educativa autentica implica accettazione incondizionata dell'altro come persona, cura reciproca che va al di là del ruolo. Quando si entra in questo clima, gli studenti apprendono meglio.
Dalla struttura curricolare ai Piani di Studio Personalizzati
Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) e obiettivi formativi
Le Indicazioni Nazionali distinguono con chiarezza tra due livelli: gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) e gli obiettivi formativi. È una distinzione che molti docenti tendono a trascurare, ma che è fondamentale per una didattica veramente efficace.
Gli OSA indicano con chiarezza e precisione i livelli essenziali di prestazione che le scuole sono tenute a garantire. Hanno una funzione di "livello minimo garantito": servono a evitare frammentazione e polarizzazione del sistema, a garantire l'unità del sistema educativo nazionale. Non hanno però valenza per i casi singoli (singoli allievi, singole classi, singole scuole).
Gli obiettivi formativi sono invece il "cuore" del processo educativo. Si tratta dell'insieme di obiettivi che i docenti e le istituzioni scolastiche identificano per i singoli allievi, adattando gli OSA alle capacità, agli interessi e alle caratteristiche di ciascuno. Gli obiettivi formativi sono dotati di carica problematica e dinamicità: sono sempre sia punto di partenza sia punto di arrivo, condizione e risultato di ulteriori maturazioni.
L'insieme della progettazione di uno o più obiettivi formativi, con le relative attività, metodi, soluzioni organizzative e verifiche, costituisce le Unità di Apprendimento (UdA).
Il Piano di Studio Personalizzato
L'insieme delle UdA, con le eventuali differenziazioni per singoli alunni, dà origine al Piano di Studio Personalizzato (PSP), che resta a disposizione delle famiglie e che costituisce la base per il Portfolio delle competenze individuali.
Il PSP ha una caratteristica importante: le scuole, con la scelta delle famiglie e dei preadolescenti, possono dedicare fino a 200 ore annuali all'approfondimento parziale o totale di discipline e attività. Questi approfondimenti possono cambiare nel corso del triennio, consentendo alla conclusione del percorso una scelta degli indirizzi del secondo ciclo più consapevole.
Il Piano dell'Offerta Formativa
Il POF dichiara l'ispirazione culturale-pedagogica e l'unità didattico-organizzativa della progettazione elaborata dalle scuole, mettendola a disposizione delle famiglie e del territorio. Ogni scuola autonoma, nell'esercitare la propria autonomia (fino al 15% di tutti i vincoli dettati dalle Indicazioni Nazionali), deve rendere conto delle scelte fatte: coinvolgere allievi, famiglie e territorio nella loro conoscenza e condivisione.
Il Portfolio delle competenze individuali
Il Portfolio è uno degli strumenti più preziosi e meno utilizzati della scuola secondaria di primo grado. Comprende due sezioni strettamente connesse: una dedicata alla valutazione e una all'orientamento.
Il Portfolio seleziona in modo accurato:
- materiali prodotti dall'allievo individualmente o in gruppo, capaci di descrivere le sue competenze più spiccate
- prove scolastiche significative, relative alla padronanza degli OSA e contestualizzate alle circostanze
- osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento del preadolescente
- commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti dall'allievo sia indicati dalla famiglia e dalla scuola
- indicazioni che emergono dall'osservazione sistematica, dai colloqui, da questionari o test sulle attitudini e gli interessi
La riflessione critica su questi materiali costituisce un'occasione per migliorare le pratiche di insegnamento, per stimolare lo studente all'autovalutazione e alla conoscenza di sé, e per corresponsabilizzare i genitori nei processi educativi.
Il Portfolio diventa particolarmente importante nell'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, quando le famiglie devono decidere a quale indirizzo del secondo ciclo iscrivere i figli. Non si può immaginare che si tratti di un appuntamento burocratico, né che tale scelta sia compiuta senza una discussione approfondita con il docente tutor.
Il docente coordinatore-tutor: figura chiave
Le Indicazioni Nazionali individuano tra i vincoli-risorse che strutturano il Piano dell'Offerta Formativa la presenza di un docente coordinatore-tutor per ciascun allievo. Questa figura è fondamentale e si distingue dal classico "coordinatore di classe":
- entra in contatto con gli allievi sin dai primi giorni
- svolge la funzione di tutor nei loro confronti
- mantiene un costante rapporto con le famiglie e il territorio
- coordina l'équipe pedagogica
- è responsabile del Portfolio
- gestisce i colloqui orientativi nell'ultimo anno
Il tutor non sostituisce gli altri docenti ma coordina l'azione educativa complessiva, garantendo la continuità del percorso formativo di ogni allievo dall'infanzia alla scuola del secondo ciclo.
L'orario e i vincoli organizzativi
Le Indicazioni Nazionali definiscono con precisione le risorse orarie a disposizione delle scuole:
- 900 ore annuali obbligatorie comprensive della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche e all'insegnamento della Religione cattolica
- Fino a 200 ore aggiuntive per l'approfondimento di discipline e attività, che partecipano alla definizione dell'organico di istituto (per il recupero o lo sviluppo dell'eccellenza)
- 825 ore minime di frequenza annua per ogni studente (sentiti il tutor e l'équipe dei docenti, in accordo con la famiglia, si può far valere la frequenza sia obbligatoria sia aggiuntiva)
L'orario settimanale è distribuito su cinque giorni (non sei). L'autonomia scolastica può organizzare le attività sia per attività frontali, sia per Laboratori, sia alternando a seconda delle esigenze di apprendimento: lavoro individuale, piccoli gruppi, gruppi di classe, interclasse di livello, di compito o elettivi.
Le discipline per il primo biennio (classi prima e seconda)
Le Indicazioni Nazionali definiscono obiettivi specifici per le due fasi del percorso: il primo biennio (classi prima e seconda) e la terza classe. Riportiamo per ciascuna disciplina i nuclei fondamentali.
Italiano
Nel primo biennio, gli obiettivi di italiano si strutturano intorno a quattro competenze fondamentali:
Ascolto: strategie di ascolto finalizzato, comprensione di testi orali complessi (telegiornale, conferenza, documentario), presa di appunti, avvio alla critica.
Parlare: tratti fondamentali del parlato, registri linguistici, tecniche di supporto al discorso orale, analisi dei "luoghi comuni", caratteristiche dei testi parlati più comuni. Le abilità includono ricostruire oralmente strutture informative, interagire con flessibilità in situazioni comunicative formali e informali.
Leggere: elementi del testo narrativo letterario e non, poesia (lirica, epica, canzone d'autore), meccanismi di significati traslati, strategie di lettura silenziosamente e ad alta voce. Le abilità includono individuare informazioni, comprendere il punto di vista narrativo, operare inferenze.
Scrivere: procedure di isolamento ed evidenziazione, caratteristiche testuali di vari tipi, riscrittura e manipolazione. Le abilità includono produrre testi scritti espositivi, epistolari, espressivi, poetici, regolativi, informativi, progettuali.
Riflessione sulla lingua: studio sistematico delle categorie sintattiche, classi di parole, struttura comunicativa della frase, basi della metrica, principali tappe evolutive della lingua italiana.
Lingua straniera (Inglese)
Obiettivi orientati all'uso comunicativo: chiedere e dare informazioni personali, esprimere bisogni elementari, parlare di azioni passate e programmate. Si sviluppano le quattro abilità (ascolto, lettura, scrittura, interazione orale), con attenzione agli aspetti culturali del mondo anglosassone.
Seconda lingua comunitaria
Nel primo biennio si introduce la seconda lingua comunitaria partendo dagli aspetti fonologici, le brevi espressioni per scambi dialogici semplici, le aree lessicali di base (numeri, colori, oggetti quotidiani). Obiettivi di comprensione e produzione semplice.
Storia
Nel primo biennio la storia affronta il periodo dall'Europa medievale fino all'Illuminismo e alla Rivoluzione francese: la nascita dell'Islam, l'unificazione culturale e religiosa dell'Europa medievale, Umanesimo e Rinascimento, crisi dell'unità religiosa, Rivoluzione americana e francese.
Le abilità includono: usare termini specifici del linguaggio disciplinare, costruire "quadri di civiltà", comprendere la metodologia della ricerca storica, distinguere tra svolgimento storico e microstorie, selezionare vari tipi di fonte storica, scoprire radici storiche locali.
Geografia
Rappresentazioni grafiche e cartografiche, concetti di scala e distanza, caratteristiche fisico-antropiche dell'Europa e di alcuni Stati. Abilità: orientarsi con la carta topografica, riconoscere trasformazioni del territorio, analizzare un territorio mediante osservazione diretta, leggere statistiche e carte geografiche, presentare temi geografici usando schemi di sintesi.
Matematica
Il primo biennio affronta:
- Numeri: ripresa dell'aritmetica della scuola primaria, approfondimento dei razionali, numeri irrazionali (radice quadrata), operazioni.
- Geometria: ripresa della geometria solida e piana, analisi delle figure piane, triangoli e quadrilateri, trasformazioni geometriche (isometrie: traslazioni, rotazioni, simmetrie), similitudine, Pitagora, Euclide.
- Misura: grandezze geometriche, sistema internazionale.
- Dati e previsioni: indagine statistica, campione rappresentativo, probabilità.
Scienze
Fisica e chimica di base: moto dei corpi, forze, massa e peso, galleggiamento (Archimede), chimica degli acidi e basi. Biologia: cellule, piante, animali, corpo umano (apparato motorio, circolatorio, respiratorio). Ecologia: ecosistemi, habitat, catena alimentare.
Tecnologia e informatica
Settori dell'economia, differenze tra industria e artigianato, componenti del computer, problem solving informatico, semplice linguaggio di programmazione, comunicazione in rete. Le abilità includono: analizzare oggetti e la loro funzione principale, riconoscere il settore produttivo, usare programmi per presentazioni, tradurre algoritmi in un semplice linguaggio di programmazione.
Musica
Fondamenti tecnici di uno strumento musicale, famiglie strumentali, percorsi progettuali grafico-notazionali, fattori prosodici. Pratica strumentale, pratica vocale, produzione e ascolto/analisi musicale.
Arte ed immagine
Il rapporto immagine-comunicazione, il linguaggio visivo, tecniche artistiche diverse. Abilità: leggere e interpretare messaggi visivi, riconoscere immagini di diverso tipo, rappresentare oggetti in prospettiva, analisi di opere d'arte.
Attività fisica e sportiva
Capacità coordinative, capacità condizionali (forza, rapidità, resistenza, mobilità), elementi tecnici e regolamentari degli sport scolastici, prevenzione e salute. Abilità: usare le proprie capacità in condizioni normali e problematiche, gestire abilità specifiche negli sport individuali e di squadra.
Gli obiettivi per la terza classe
La terza classe segna un salto qualitativo: gli obiettivi diventano più complessi, le competenze richieste più elaborate. In italiano si passa dalla comprensione al testo argomentativo, all'analisi critica, alla scrittura di testi di tipo diverso per orientamento. In storia si arriva alla contemporaneità: dalla I Guerra Mondiale all'integrazione europea. In matematica si affrontano gli insiemi numerici, il calcolo algebrico, la geometria e misura (cerchio, solidi), statistica e probabilità avanzata. In scienze si studiano la meccanica, l'elettricità, il magnetismo, il sistema solare, la genetica, la nutrizione, le dipendenze.
L'educazione alla Convivenza civile
Le Indicazioni Nazionali riservano una sezione specifica all'educazione alla Convivenza civile, che comprende sei dimensioni:
### Educazione alla cittadinanza
La Costituzione, i principi della Repubblica italiana, l'organizzazione dello Stato, le istituzioni locali, la Carta dei Diritti dell'UE, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, le organizzazioni internazionali (ONU, UNESCO, Amnesty International, Croce Rossa), il mercato del lavoro, il sistema scolastico. Obiettivo: preparare alla scelta del percorso formativo del secondo ciclo con consapevolezza delle proprie inclinazioni.
### Educazione stradale
Il codice della strada, la segnaletica, i rischi tecnici legati alla velocità, sicurezza stradale. Abilità: progettare interventi di sicurezza, assumere comportamenti corretti nella circolazione stradale.
### Educazione ambientale
Analisi scientifica dei problemi ambientali locali, relazione tra problematiche ambientali e patrimonio artistico, funzione delle istituzioni per la tutela ambientale. Abilità: individuare soluzioni ai problemi ambientali, conoscere gli strumenti tecnologici di monitoraggio.
### Educazione alla salute
Comportamenti corretti nelle situazioni di vita, fumo e salute, psicofarmaci e stupefacenti, primo soccorso, biotecnologie. Abilità: adottare comportamenti sani, riconoscere situazioni di rischio.
### Educazione alimentare
Il fabbisogno calorico, i principi alimentari, le diete equilibrate, i disturbi alimentari, le problematiche della fame nel mondo. Abilità: leggere le etichette nutritive, organizzare una dieta equilibrata.
### Educazione all'affettività
Conoscenza di sé e autostima, le modifiche fisiche della preadolescenza, le relazioni interpersonali, anatomia riproduttiva, affettività e sessualità. Obiettivo: sviluppare consapevolezza delle relazioni affettive e della propria identità in trasformazione.
La valutazione: interna ed esterna
Le Indicazioni Nazionali distinguono tra valutazione interna ed esterna, assegnando a ciascuna funzioni specifiche.
Valutazione esterna
Il Servizio Nazionale di Valutazione interviene in due momenti:
1. All'inizio del primo biennio: raccoglie elementi per informare il Paese e i decisori politici sullo stato del sistema. Non ha lo scopo di esprimere giudizi sulle singole scuole o sui singoli allievi.
2. All'esame di Stato conclusivo del primo ciclo: stesura e correzione di una prova nazionale che ha incidenza anche ai fini della valutazione finale.
Valutazione interna
Si articola in tre forme:
- Autovalutazione di istituto: valuta l'efficacia della progettazione didattica, la qualità dell'insegnamento, il grado di soddisfazione delle famiglie.
- Valutazione diagnostica e formativa: di esclusiva competenza dei docenti, periodica e continuativa.
- Valutazione sommativa: annuale e biennale, per decidere il passaggio alla classe successiva.
Il passaggio dalla prima alla seconda classe del biennio non è precluso dalla presenza di debiti negli obiettivi formativi. Ma per la promozione alla terza, durante il secondo anno, i debiti devono essere colmati. Si dispone la ripetenza del secondo anno quando l'allievo mantenga debiti negli obiettivi formativi di due discipline (comportamento compreso) già registrati l'anno precedente.
Dall'organizzazione curricolare alla pratica didattica: dieci suggerimenti
1. Lavorare sempre per obiettivi formativi, non solo per programmi. La differenza non è nominale: l'obiettivo formativo indica cosa deve succedere nella mente e nella persona dell'allievo, non cosa deve essere "svolto" in classe.
2. Progettare le UdA in modo interdisciplinare. Le Indicazioni ricordano che un obiettivo formativo non può essere di una sola disciplina: è sempre pluri-, inter- e transdisciplinare. Il docente di matematica non può ignorare le risonanze linguistiche, storiche, geografiche di ogni argomento.
3. Coinvolgere le famiglie nella costruzione del PSP. Il Piano di Studio Personalizzato non è un documento burocratico da compilare a fine anno: richiede la collaborazione con le famiglie sin dai primi mesi.
4. Usare il Portfolio come strumento di dialogo orientativo. Il Portfolio non è solo una raccolta di elaborati: è il documento narrativo dello studente. Aggiornarlo regolarmente, condividerlo con l'allievo, usarlo per le scelte orientative di fine ciclo.
5. Valorizzare il docente tutor come coordinatore umano (non solo burocratico). Il tutor ha il compito di conoscere profondamente ogni allievo, dialogare con la famiglia, coordinare i colleghi dell'équipe pedagogica.
6. Distinguere tra OSA e obiettivi formativi nella valutazione. Gli OSA indicano il livello minimo garantito; gli obiettivi formativi descrivono il percorso personalizzato. La valutazione deve tenere conto di entrambi.
7. Curare l'educazione alla Convivenza civile in modo trasversale. Non è una materia a sé: è un orizzonte valoriale che attraversa tutte le discipline. La cittadinanza si impara nella letteratura, nella storia, nelle scienze, nello sport.
8. Sfruttare le 200 ore facoltative aggiuntive. Sono una risorsa preziosa per il recupero delle fragilità e per lo sviluppo dell'eccellenza. Pianificarle in base ai bisogni reali della classe e dei singoli allievi.
9. Lavorare sulla motivazione prima che sulle conoscenze. Le Indicazioni ricordano che i ragazzi apprendono ciò che hanno senso e motivazione ad apprendere. Prima di spiegare un argomento, vale la pena di costruire il perché: a cosa serve? Come si collega alla vita reale?
10. Non confondere orientamento con vocazione precoce. L'orientamento non è diagnosi: non si stabilisce chi è "bravo" in matematica e chi in lettere. È un processo continuo di scoperta di sé, che deve restare aperto fino all'ultimo.
Il raccordo con la scuola secondaria di secondo grado
Per i docenti del secondo grado, il quadro delle Indicazioni Nazionali del primo grado è fondamentale per una ragione precisa: le competenze che gli studenti portano all'ingresso del liceo o dell'istituto tecnico dipendono direttamente da quanto è stato consolidato nel triennio precedente. Le "lacune" degli studenti di prima superiore non sono sempre colpe della scuola media: sono spesso il risultato di una transizione mal gestita, di competenze di base non consolidate (in matematica, italiano, lingua straniera) che avrebbero potuto essere recuperate nelle 200 ore facoltative o nei corsi di recupero.
Il dialogo tra i docenti del primo e del secondo ciclo, il passaggio di informazioni attraverso il Portfolio, la condivisione dei criteri di valutazione sono strumenti concreti per rendere questa transizione meno traumatica per gli studenti.
La sfida dell'equità: la scuola contro il destino sociale
Le Indicazioni Nazionali affrontano esplicitamente il tema dell'equità. La scuola secondaria di primo grado programma i propri interventi per rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali, puntando a superare le situazioni di svantaggio culturale e a favorire il massimo sviluppo di ciascuno. Non è una formulazione retorica: è un impegno istituzionale che richiede attenzione concreta alle situazioni di difficoltà, al coinvolgimento delle famiglie, alla collaborazione con le istituzioni del territorio.
La scuola media è spesso l'ultimo luogo in cui molti ragazzi hanno la possibilità di invertire una traiettoria negativa. Dopo, il sistema scolastico si diversifica e le disuguaglianze tendono a consolidarsi. Prima, nella scuola primaria, le differenze sociali sono ancora relativamente contenute. È nel triennio della secondaria di primo grado che si gioca buona parte del futuro educativo di molti ragazzi.
Conclusione: un curricolo che educa, non solo che istruisce
Le Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria di primo grado disegnano un'istituzione che ha l'ambizione di formare persone, non solo studenti. La distinzione tra obiettivi specifici di apprendimento e obiettivi formativi, tra PSP e Portfolio, tra piano orario obbligatorio e ore facoltative, tra valutazione sommativa e formativa: tutto converge verso un'idea di scuola che rispetta la complessità di ogni allievo, che non riduce la persona a un voto, che si preoccupa del futuro di ciascuno.
Per i docenti, questa ricchezza concettuale è al contempo una sfida e una risorsa. Una sfida perché richiede progettazione, riflessione, lavoro collegiale continuo. Una risorsa perché offre un quadro pedagogico solido, costruito sulla conoscenza dello sviluppo del preadolescente, rispettoso dell'autonomia professionale di ogni insegnante.
Chi lavora nella scuola secondaria di primo grado lavora in uno dei contesti più esigenti e più significativi del sistema educativo. La complessità non è un problema da risolvere: è la condizione normale dell'educazione in età evolutiva, e nessun documento normativo potrà mai sostituire la qualità della relazione tra un adulto significativo e un ragazzo in cerca della propria identità.
Per approfondire il tema della valutazione e dei metodi didattici, leggi anche: Valutazione formativa e sommativa: differenze e applicazioni pratiche e Come introdurre l'intelligenza artificiale nella scuola. Sul fronte dell'inclusione, vedi Inclusione scolastica vera: la guida con la classe protagonista.