Una delle novita' piu' discusse del TFA sostegno XI ciclo e' la possibilita' di svolgere una parte delle attivita' formative online. Il decreto MUR n. 926 del 26 giugno 2026 consente agli atenei di erogare in modalita' telematica una quota limitata delle attivita' didattiche, fino al 20% del monte ore complessivo.
La notizia e' importante, ma va letta senza equivoci. Non significa che il TFA sostegno diventi un corso online. Non significa che laboratori e tirocinio possano essere svolti a distanza. Non significa nemmeno che ogni ateneo debba per forza usare tutto il 20%.
Il decreto consente una quota massima di didattica online, con esclusione espressa di laboratori e tirocinio. La frequenza resta un elemento centrale del percorso.
Cosa dice il decreto MUR
L'articolo 3 del decreto MUR 926/2026 prevede che, nelle more della modifica dell'allegato C al DM 30 settembre 2011, sia consentita l'erogazione di una quota limitata delle attivita' didattiche in modalita' telematica, nella misura massima del 20% del monte ore complessivo.
La stessa disposizione esclude dalla formazione a distanza:
- laboratori;
- tirocinio diretto;
- tirocinio indiretto.
Questa e' la parte decisiva. L'online riguarda solo una quota delle attivita' didattiche compatibili. Non riguarda le componenti professionalizzanti piu' pratiche del percorso.
Perche' e' stata introdotta questa possibilita'
Il decreto richiama le richieste provenienti da universita' e coordinamenti dei corsi di specializzazione, finalizzate a consentire una quota limitata di attivita' telematiche. Viene anche richiamato il parere favorevole del Consiglio Universitario Nazionale alla modifica dell'allegato C del DM 30 settembre 2011, nella parte in cui escludeva l'uso della formazione online per gli insegnamenti.
La ragione e' organizzativa e formativa: il TFA sostegno coinvolge migliaia di candidati, molti dei quali lavorano gia' nella scuola. Una quota limitata online puo' rendere piu' sostenibile il calendario senza eliminare la natura professionalizzante del percorso.
Il limite del 20% serve proprio a bilanciare flessibilita' e qualita'.
Cosa puo' andare online
Il decreto non elenca nel dettaglio ogni insegnamento che puo' essere svolto online. Lascia agli atenei l'organizzazione concreta, dentro il limite massimo previsto.
In linea generale, possono essere piu' compatibili con la modalita' telematica alcune lezioni teoriche o attivita' didattiche frontali, se l'ateneo le organizza cosi' nel proprio bando o calendario.
Non bisogna pero' dare per scontato che tutti gli insegnamenti teorici saranno online. Ogni universita' decide come usare la quota, se usarla, con quali piattaforme, in quali date e con quali regole di presenza.
Il bando e il calendario dell'ateneo sono quindi decisivi.
Cosa resta in presenza
Il decreto e' esplicito: laboratori e tirocinio restano esclusi dalla formazione a distanza.
Questo significa che il candidato deve comunque mettere in conto presenza fisica per le attivita' piu' importanti del percorso. I laboratori sono parte essenziale della formazione sul sostegno, perche' servono a costruire competenze applicate: progettazione inclusiva, osservazione, strategie didattiche, gestione dei bisogni educativi, strumenti e pratiche operative.
Il tirocinio diretto e indiretto e' ancora piu' centrale. Non puo' essere ridotto a una lezione online, perche' riguarda esperienza, osservazione, riflessione professionale e rapporto con contesti scolastici concreti.
Il 20% e' un massimo, non un diritto individuale
Un errore frequente e' leggere il 20% come un diritto del corsista a seguire da casa una parte fissa del corso. Non e' cosi'.
Il decreto autorizza gli atenei a erogare online fino al 20% del monte ore. E' una facolta' organizzativa entro un limite massimo. Il singolo corsista non puo' decidere autonomamente quali lezioni seguire online se l'ateneo le ha previste in presenza.
Il candidato deve quindi leggere il bando dell'universita' e verificare:
- se l'ateneo usa la quota online;
- per quali attivita';
- con quali piattaforme;
- se la presenza online e' sincrona o asincrona;
- come viene registrata la frequenza;
- quali assenze sono consentite;
- quali attivita' restano obbligatoriamente in presenza.
Frequenza e assenze
Il decreto conferma anche le regole sulla frequenza. Le assenze sono accettate nella percentuale del 20% di ciascun insegnamento, con recupero del monte ore secondo modalita' definite dai docenti. Per tirocinio e laboratori vige l'obbligo integrale di frequenza.
Questo significa che ci sono due "20%" da non confondere:
- il 20% massimo di didattica che l'ateneo puo' erogare online;
- il 20% massimo di assenze consentite per ciascun insegnamento.
Sono due regole diverse. La presenza online, quando prevista, non e' un'assenza: e' una modalita' di frequenza. Le assenze, invece, sono ore non frequentate e devono rispettare i limiti e i recuperi previsti.
Per chi lavora a scuola
Molti candidati al TFA sostegno lavorano gia' come supplenti. La quota online puo' aiutare, ma non risolve automaticamente il problema della compatibilita' con il servizio.
Laboratori, tirocinio e molte attivita' possono richiedere presenza in orari non sempre comodi. Inoltre gli atenei possono concentrare lezioni in fine settimana, pomeriggi, periodi intensivi o giornate ravvicinate.
Prima di scegliere l'ateneo, chi lavora dovrebbe valutare:
- distanza dalla sede;
- probabile calendario;
- possibilita' di permessi;
- carico di tirocinio;
- compatibilita' con supplenze annuali o brevi;
- costi di spostamento.
Un corso parzialmente online puo' essere comunque molto impegnativo.
Per chi vive lontano dall'ateneo
La quota online puo' rendere piu' accessibile il percorso a chi vive lontano, ma non elimina il problema logistico.
Se laboratori e tirocinio restano in presenza, scegliere un ateneo molto distante richiede una pianificazione realistica. Non basta calcolare le giornate di prova. Bisogna pensare a mesi di corso, spostamenti, pernottamenti e obblighi.
Il rischio e' superare la selezione in una sede lontana e poi scoprire che la frequenza e' difficilmente sostenibile.
Non e' un TFA telematico
La formula "TFA sostegno online" e' fuorviante. La definizione corretta e': TFA sostegno con possibilita' di erogare online fino al 20% delle attivita' didattiche compatibili.
Il titolo resta universitario, il percorso resta professionalizzante, la frequenza resta obbligatoria e le parti laboratoriali e di tirocinio restano in presenza.
Chi cerca un percorso interamente a distanza deve sapere che il decreto non lo prevede.
Cosa chiedere all'ateneo
Quando esce il bando, conviene cercare o chiedere queste informazioni:
- percentuale di attivita' online prevista;
- calendario indicativo;
- obblighi di presenza per laboratori;
- modalita' del tirocinio;
- recupero assenze;
- piattaforma usata;
- registrazione della frequenza online;
- eventuali vincoli per chi lavora;
- sede fisica delle attivita' in presenza.
Se il bando non e' chiaro, bisogna monitorare FAQ e avvisi dell'ateneo. Le segreterie ricevono molte richieste, quindi e' meglio muoversi presto.
Effetti sulla qualita' del percorso
Una quota online limitata puo' avere senso se usata per lezioni teoriche, approfondimenti, materiali e momenti di confronto gestibili a distanza. Puo' ridurre spostamenti e rendere il corso piu' sostenibile.
Ma il sostegno non si impara solo ascoltando lezioni. Richiede esperienza, osservazione, relazione educativa, progettazione, collaborazione con docenti curricolari, famiglie e servizi. Per questo laboratori e tirocinio restano in presenza.
La qualita' del percorso dipendera' da come gli atenei useranno questa flessibilita': bene se alleggerisce senza svuotare; male se diventa solo una soluzione organizzativa.
Errori da evitare
Il primo errore e' iscriversi a un ateneo lontano pensando che il corso sia quasi tutto online.
Il secondo errore e' confondere didattica online e assenze consentite.
Il terzo errore e' non leggere le regole di frequenza del bando.
Il quarto errore e' sottovalutare laboratori e tirocinio.
Il quinto errore e' basarsi su informazioni generiche trovate online, invece che sul bando dell'ateneo.
Online sincrono o asincrono
Un aspetto che il candidato deve controllare e' la modalita' concreta dell'online. La didattica telematica puo' essere sincrona, con lezioni in diretta e presenza tracciata, oppure asincrona, con materiali e attivita' da completare entro scadenze. Puo' anche essere mista.
La differenza pratica e' notevole. Una lezione sincrona richiede presenza in un orario preciso, anche se da remoto. Una lezione asincrona consente piu' flessibilita', ma puo' richiedere test, consegne o tracciamento della fruizione.
Il bando o il regolamento del corso devono chiarire come viene registrata la frequenza. Nel TFA sostegno la presenza non e' un dettaglio amministrativo: e' condizione per completare il percorso.
Effetti sui costi
La quota online puo' ridurre alcuni costi di viaggio, ma non elimina i costi complessivi. Restano tasse universitarie, eventuali spostamenti per prove e laboratori, tirocinio, materiali, permessi di lavoro e tempo dedicato allo studio.
Chi sceglie un ateneo lontano non dovrebbe calcolare solo il numero di lezioni online. Deve chiedersi quante giornate in presenza saranno necessarie, se saranno concentrate o distribuite, se richiederanno pernottamenti e se il tirocinio potra' essere svolto in una sede sostenibile.
Un risparmio apparente nella fase iniziale puo' diventare un costo elevato durante il corso.
Rapporto con i percorsi INDIRE
Nel dibattito pubblico il TFA sostegno viene spesso confuso con altri percorsi straordinari o transitori, compresi quelli collegati a INDIRE e alle universita' in convenzione. Sono canali diversi, regolati da atti diversi e destinati a platee diverse.
La novita' del 20% online nel decreto MUR 926/2026 riguarda l'XI ciclo dei percorsi universitari di specializzazione sul sostegno. Non va trasformata in una regola generale valida per ogni percorso di formazione sul sostegno.
Chi rientra in categorie particolari deve verificare il proprio canale: TFA ordinario, accesso diretto, percorsi abbreviati, percorsi INDIRE o altre procedure previste dalla normativa.
Cosa scrivere nella propria checklist
Prima di scegliere l'ateneo, inserisci nella checklist queste domande:
- il bando indica una quota online?
- quali insegnamenti sono online?
- le lezioni online sono obbligatorie in diretta?
- come viene registrata la presenza?
- laboratori e tirocinio dove si svolgono?
- quante assenze sono ammesse?
- come si recuperano le assenze?
- il calendario e' compatibile con il lavoro?
- la sede e' sostenibile anche senza online?
Se il bando non risponde, bisogna attendere avvisi ufficiali o chiedere chiarimenti all'ateneo.
Perche' la presenza resta centrale
Il sostegno e' una funzione didattica e relazionale. Il docente specializzato lavora con l'alunno, con la classe, con i colleghi, con la famiglia e con le figure sanitarie o sociali coinvolte nel progetto educativo. Per questo la formazione non puo' ridursi a contenuti teorici trasmessi a distanza.
La presenza nei laboratori serve a sperimentare strumenti, discutere casi, progettare interventi e confrontarsi con formatori e colleghi. Il tirocinio serve a osservare contesti reali e a trasformare la teoria in decisioni didattiche. Sono parti del percorso che spiegano perche' il decreto consente l'online solo entro un limite e con esclusioni precise.
La quota telematica va quindi interpretata come una facilitazione organizzativa, non come un cambio di natura del TFA sostegno.
Come leggere le promesse online
Nel periodo di uscita dei bandi possono circolare messaggi sintetici: "TFA online", "lezioni da casa", "20% a distanza". Sono formule incomplete. La domanda corretta da fare e': quale parte del corso sara' online secondo il bando ufficiale di quell'ateneo?
Se un'informazione non viene dal decreto, dal bando o da un avviso dell'universita', va trattata come indicazione provvisoria. Le condizioni reali sono quelle pubblicate dall'ateneo.
La frequenza online va provata
Anche quando una lezione e' online, il corsista deve poter dimostrare la partecipazione se l'ateneo lo richiede. Le piattaforme possono registrare accesso, durata, presenza in aula virtuale, consegne o test finali. Non basta collegarsi formalmente se il regolamento prevede interazione o tracciamento.
Per questo e' importante usare account corretti, connessione stabile e dispositivi adeguati. Un problema tecnico ripetuto puo' diventare un problema di frequenza. Chi lavora mentre segue il corso deve organizzarsi per tempo: una lezione online obbligatoria non e' un contenuto da recuperare liberamente quando si vuole, salvo diversa previsione dell'ateneo.
In sintesi
Il decreto MUR 926/2026 introduce per l'XI ciclo TFA sostegno una flessibilita' importante: gli atenei possono erogare online fino al 20% del monte ore complessivo. Ma il percorso non diventa telematico. Laboratori e tirocinio restano esclusi dalla didattica a distanza e richiedono presenza.
Per il candidato, la domanda corretta non e' "il TFA si puo' fare online?", ma "quanto online prevede il bando dell'ateneo che scelgo e quali attivita' devo frequentare in presenza?".
Fonti
- Decreto MUR n. 926 del 26 giugno 2026, articolo 3.
- DM 30 settembre 2011, allegato C, criteri dei corsi di specializzazione.
- DM 92/2019, procedure di specializzazione sul sostegno.
- Parere CUN richiamato dal decreto MUR 926/2026.
- Bandi degli atenei per l'XI ciclo TFA sostegno.
Per il calendario leggi TFA sostegno XI ciclo: calendario prove 2026 e cosa controllare nei bandi. Per i posti vedi Posti TFA sostegno XI ciclo per universita': come leggere la tabella MUR.